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A proposito dello spray al peperoncino.

Prendiamo lo spunto dal tragico episodio che recentemente sta dominando il mondo della comunicazione: l’uso improprio dello spray al peperoncino.

Questo prodotto, pensato e reclamizzato soltanto per legittima difesa può diventare strumento di dolore e di morte se offerto a chiunque, senza alcuna cautela, soltanto per programmi egoistici che soddisfino, primariamente, il proprio tornaconto.

Quanta analogia con altri proclami spesso rivolti ai ragazzi per accattivarne il consenso, senza preoccuparsi di offrire loro le condizioni ottimali perché le parole, sbandierate senza risparmio, trovino l’ambiente idoneo perché diventino realtà.

Piuttosto che scandalizzarci, questi episodi dovrebbero provocare in tutti gli operatori scolastici una seria riflessione su come viviamo la nostra vocazione professionale. Dovremmo impegnarci sino a comprendere che il problema giovanile, che ha tante sfaccettature, non si risolve chiudendosi negli angusti limiti delle nostre realtà scolastiche. È necessario tirar fuori lo slancio missionario che ci porti a confrontarci con gli studenti, destinatari dei nostri servizi culturali. Non ci sono ragazzi definitivamente perduti, ma solo creature che vanno aiutate a ritrovare se stessi attraverso progetti umanizzanti.

Sono significative, in tal senso, le due lettere pervenuteci – a distanza di un anno l’una dall’altra – da uno studente del nostro Istituto che, con grande senso di responsabilità, ha saputo individuare e, successivamente, confermare il progetto scolastico enucleato dai nostri docenti durante lo svolgimento di un open day cui aveva partecipato.

Ve le proponiamo:

ANNO SCOLASTICO 2017/2018

Mi chiamo Luca e frequento la terza classe della Scuola Media di Caprarica di Lecce. In questo periodo ho dovuto affrontare una scelta molto importante: quale scuola scegliere per continuare il mio percorso formativo e arricchire sempre di più il mio “bagaglio culturale”.

Durante il periodo di orientamento le “offerte” da parte dei diversi Istituti Superiori sono state tante, forse troppe. Dico così perché, personalmente, penso che l’orientamento alla fine serva a confondere ancora di più le idee, soprattutto a chi è già indeciso di suo.

Per me, però, non è stato così perché fin dall’inizio ero certo di volermi iscrivere al “Trinchese” di Martano. Infatti dalla prima volta che ho messo piede in questa scuola sono stato colpito dalla grandezza, dalla quantità di laboratori (d’informatica, di chimica, di fisica, linguistico, multimediale), dalle aule che hanno tutte la LIM, dalla gigantesca palestra. Ma, soprattutto, sono stato colpito dall’ambiente familiare di questa scuola. La Preside mi ha abbracciato e dato un bacio senza darsi minimamente delle arie per il ruolo che occupa.

La prima docente che ho conosciuto è la Professoressa Solombrino, simpaticissima, giovane, bella, dolce e socievole.

In questa scuola non c’è distacco tra Preside, professori e alunni e sembra che tutti siano disposti ad aiutare gli altri.

E così ho scelto, nonostante i cattivi commenti, l’Istituto “Trinchese” di Martano e solo al pensare che l’anno prossimo potrò stare in quelle aule, usare quei laboratori, avere quei professori, le emozioni si accavallano.

Provo ansia, non quella classica ma la parte buona dell’ansia, quella che vorrebbe far trascorrere più velocemente il tempo per iniziare quest’avventura.

Ho paura, sì, quella senza dubbio c’è perché sarò solo, non ci sarà nessun compagno che conosco e perciò temo di non ambientarmi o “ingranare” subito.

Poi ho delle aspettative perché secondo me questa è una scuola che potrà darmi tanto e io voglio essere una spugna e assorbire tutto quello che posso.

E, infine, ma non di meno importanza, provo felicità perché sono sicuro di aver scelto la scuola giusta.

 ANNO SCOLASTICO 2018/2019

Un anno fa ero alle prese con una scelta importantissima: a quale Istituto Superiore di secondo grado iscrivermi. Così affidai ad una penna i miei pensieri, le mie paure, le mie aspettative ma non i miei dubbi perché dopo aver visto per la prima volta l’Istituto “Trinchese” di Martano avevo già preso la mia decisione.

Oggi che frequento questa scuola da tre mesi posso dire di aver fatto la scelta giusta: le mie paure sono svanite, i miei docenti sono bravissimi e i miei compagni sono unici. Quando mi sveglio la mattina non provo ansia di alcun tipo ma solo tanta serenità perché per qualche ora cambio semplicemente casa. La Preside è esattamente come sembrava: dolce, comprensiva e protettiva.

So’ bene che solitamente una persona ringrazia qualcuno alla fine di un’esperienza ma io, pur essendo all’inizio di quest’avventura, mi sento già grato a questa scuola e a chi ci lavora.

luca


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